Storie di “deep fake”

Storie di “deep fake”

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È di ieri questo articolo del NY Times, “A Fake Zuckerberg Video Challenges Facebook’s Rules” di Cade Metz, che spiega come anche Zuckerberg sia in questi giorni oggetto di deep fake.

Cosa è il deep fake?

Deep fake (da “deep learning” e “fake”) è una tecnica per la sintesi di immagini umane basata sull’intelligenza artificiale. Viene utilizzata per combinare e sovrapporre immagini e video esistenti con immagini o video sorgente utilizzando una tecnica di apprendimento automatico nota come “generative adversarial network” (= reti antagoniste generative). L’espressione deep fake è stata coniata nel 2017. Il deep fake viene utilizzato per creare video pornografici con le celebrità e video porno di vendetta (revenge porn) e può essere utilizzato anche per creare fake news di propaganda e disinformazione. [Fonte: Wikipedia EN]

Due settimane fa Facebook ha rifiutato di rimuovere un video deep fake in cui la Speaker democratica della Camera Nancy Pelosi sembrava visibilmente ubriaca durante un suo discorso.

Il video è stato condiviso milioni di volte via Facebook ed altre piattaforme e servizi.

Nonostante fioccassero le richieste di rimozione del video, Facebook ha opposto il suo rifiuto argomentando che il video non violava le sue policies, basate sulla libertà di espressione. La risposta di Twitter è stata – ahimè – simile, mentre YouTube (che, come sai, è di Google) ha rimosso il video.

Questo è l’antefatto.

La novità invece, che abbiamo appreso oggi dal NY Times, è che quattro giorni fa due artisti britannici – Bill Posters e Daniel Howe – hanno postato questo video su Instagram (che, come sai, è di Facebook):


“Dice” il deep fake Zuck:

Immagina questo per un secondo: un uomo, con il controllo totale di miliardi di dati rubati alla gente, tutti i loro segreti, le loro vite, il loro futuro…
Devo tutto a Spectre. Spectre mi ha mostrato che chiunque controlli i dati controlla il futuro…

Inquietante, sì, ma facilmente riconoscibile come falso. Gli elementi dissonanti sono la voce, che è solo simile a quella di Zuckerberg, e il riferimento esplicito alla Spectre che come sai è un’organizzazione fittizia e malvagia, acerrima nemica di James Bond.

” …che fai, mi sfidi? “

Sì.
Postato su una piattaforma di proprietà di Zuckerberg, questo deep fake è una sfida a Facebook, un test sulle sue modalità di gestione della diffusione di informazioni false.

E Instagram che dice?

IG ha assicurato che il deep fake su Zuckerberg riceverà lo stesso trattamento che è stato riservato a Nancy Pelosi. Stephanie Otway, portavoce di Instagram, ha dichiarato che:

“If third-party fact checkers mark it as false, we will filter it from Instagram’s recommendation surfaces like explore and hashtag pages”

“Se viene contrassegnato come falso dai fact-checker di terze parti, lo filtreremo come tale nei suggerimenti di esplorazione e hashtag di Instagram”

Vedremo.

A noi questa sfida piace, ma ci siamo detti:

Comunque sia, è un deep fake. Condividerlo per una causa che a noi sembra “giusta”, è “giusto” o “sbagliato”?

Ne abbiamo parlato confrontandoci su tutti i pro e contro che siamo stati capaci di individuare (qui si fa uno SWOT per tutto) e alla fine abbiamo deciso di partecipare all’esperimento, dando però un contributo in più, che è proprio questo post che tu hai letto fino in fondo.

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